Alcune richieste

Al Presidente del Consiglio Renzi, al Ministro per l’Economia Padoan, al Presidente della Repubblica Mattarella, a tutti i cittadini e i risparmiatori Italiani.

Il susseguirsi di indagini giornalistiche e di rivelazioni della UE di questi giorni conferma un quadro sempre più inquietante che non permette, a cittadini e risparmatori, di mantenere la propria fiducia nel sistema bancario e nelle istituzioni che dovrebbero garantirli, a partire da chi dovrebbe essere, per suo preciso mandato, garante di quella Costituzione che all’articolo 47 tutela il risparmio.

Tra contatti pericolosi, parentele, amici degli amici, azioni incostituzionali, espropri inauditi, responsabili irresponsabili e cortocircuiti istituzionali, in questi ultimi giorni dell’anno abbiamo davvero visto di tutto.

Di buono possiamo registrare l’attenzione della stampa che, avendo assolto almeno in parte al proprio ruolo di cane da guardia della democrazia, ha consentito di far fallire la strategia comunicativa del Governo, che se dapprima non è riuscito a farci passare come un branco di avidi speculatori da punire, cavalcando la rabbia sociale che dovrebbe invece tentare di contenere, ha in seguito dovuto registrare una vera e propria emorragia di consensi.
La prima, dal momento dell’insediamento.

Molte cose non capiamo di un decreto che anticipa una legge che non c’era alcuna fretta di anticipare, rifiutando una soluzione, il ricorso al FITD poi applicato per Banca Tercas, che Bruxelles avrebbe tranquillamente accettato come rivelato pochi giorni fa dagli stessi commissari europei.
Un decreto che ipersvaluta i crediti inesigibili, certificando una gestione criminale degli istituti di credito, e che allo stesso tempo sancisce come intoccabile l’Onorabilità dei responsabili, come papà Boschi, tra gli altri.
Un decreto che assolve a priori le nuove banche, definendole come soggetti nuovi e quindi non richiamabili in giudizio dai clienti di vecchi istituti, ma che allo stesso tempo affida a quelle stesse banche conti, titoli, contratti, senza neppure una firma della controparte, mettendo nero su bianco una continuità aziendale che non può essere a senso unico.

L’Associazione “Vittime del Salva-Banche”, nella sua lotta di Verità e Giustizia, chiede quindi:

  • Che sia riconosciuta l’evidente continuità aziendale tra vecchi e nuovi istituti, come emerge dal passaggio dei contratti in essere ai nuovi soggetti o che, in alternativa, tutti i contratti in essere restino nelle vecchie banche, ritenendo necessaria l’accettazione della controparte, ovvero dei clienti, ad una modifica che non può essere unilaterale.
  • Che, per una elementare questione di giustizia, qualsiasi plusvalenza determinata in seguito alla cessione dei crediti delle “Bad Bank” sia destinata in primo luogo al risarcimento integrale dei creditori, azionisti ed obbligazionisti del primario e del secondario, azzerati dal “decreto della domenica a mezzanotte” e che qualsiasi ulteriore cifra realizzata da questa operazione sia destinata alla collettività dei cittadini e non a pochi speculatori.
  • Che sia riconosciuta l’insostenibilità di una norma che mantiene l’Onorabilità per chi si è reso complice di uno dei più gravi dissesti finanziari della nostra storia.
  • Che sia riconosciuta l’inaccettabile disparità di trattamento tra i risparmiatori dei 4 istituti “salvati” dal D.L. 183/2015 e quelli di Banca Tercas, adesso, e di ogni altro istuto di credito, precedentemente nella storia della Repubblica, determinando una ingiustizia che non può non essere sanata.
  • Che venga dato seguito alla promessa di una commissione parlamentare di inchiesta e che non si scelga, alla fine, la soluzione estetica e non funzionale della commissione di indagine, che riterremmo insufficiente e inadeguata.
  • Che, coerentemente con la vulgata del “ce lo chiede l’Europa” che il Governo tenta di ammannirci, al decreto “Salva-Banche” siano applicati ANCHE i punti 1 e 2 degli articoli 88 e 89 del D.L. 180/2015 di attuazione della direttiva 2014/59/UE.

Ce lo chiede l’Europa, dopotutto, o no?

10 Comments

  1. Fausto

    Assolutamente da sottoscrivere e far giungere al governo e associazioni consumatori

  2. renzo

    Bravi bravissimi 110 questa è la strada giusta..potete mettere tutto nelle pubblicazioni non ho scheletri. .

  3. Luana

    Perfetta… Da inviare immediatamente.

  4. gianni

    Bravissimi, finalmente chiari e determinati. !! Avrei solo eliminato il passaggio dei benefici alla collettività ed avrei proposto la ripartizione agli obbligazionisti e, a seguire, agli azionisti sulle probabili plusvalenze che si realizzeranno con le vendite delle good bank. Infine, avrei fatto notare che la truffa o la nullità dei contratti può riguardare anche gli azionisti, ma l’arbitrato discriminante non li riguarda ,

    • Paolo

      Bellissimo articolo chiaro ed esaustivo, volevo solo ricordare al sig. Gianni che non mi sembra il caso di precisare prima gli obbligazionisti che azionisti che tra l’altro secondo me è già chiaro chi deve essere rimborsato prima altrimenti distinguerei se l’obbligazionista ha comperato in sottoscrizione oppure a basso prezzo per speculare o l’azionista che ha fatto altrettanto.

  5. Luca

    Perfetta

  6. Renzo

    Mettetevi l’anima in pace, il risarcimento in questi casi”aspetterebbe” tutti! Perciò se si risolve si risolve per tutti! Lasciamo perdere il. ..sembra di essere alla divisione dei pani aspettiamo di arrivarci, per adesso è tutta salita manteniamo il gruppo evitiamo le fughe!!

  7. Massimo chirurgi

    Chiaro e limpido

  8. nessuno , mi ha mai proposto di passare il conto corrente alla nuova banca marche … tanta confusione creata ad arte …
    A dimenticavo anche i dipendenti ora hanno paura di perdere il posto , perché anche loro hanno capito che la nuova banca puo’ tutto , anche licenziarli
    UNITI SI VINCE

  9. ragazzi ….spostiamo tutti i conti correnti …. cominciano ad avere paura ….

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