Considerazioni, rivelazioni e perplessità dell’Associazione Vittime del Salva-Banche che ha partecipato ieri all’assemblea dei soci di Mps.

È davvero un momento di grave difficoltà quello che stanno vivendo e dovranno ancora vivere i tanti risparmiatori italiani.

E anche seguendo le ultime vicende che vedono sempre più risparmiatori prigionieri di scelte sconsiderate fatte da chi però rifugge qualsiasi responsabilità nel danno provocato, torna in mente la celebre metafora di Chomsky della rana cotta.

Riteniamo infatti che la storia del risparmio stia subendo una lenta deriva alla quale però troppo in fretta ci stiamo già abituando. Una quantità di cose che fanno rabbrividire, come l’azzeramento di tanti piccoli risparmiatori, sono state poco a poco banalizzate e oggi disturbano appena o lasciano addirittura completamente indifferente la maggior parte delle persone.

Se la ranocchia fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola; ed è quello che deve essere successo ai tanti risparmiatori del Mps, ormai abituati a sacrificarsi nei tanti, troppi aumenti di capitale.

 

 

L’Associazione Vittime del Salva-Banche che ieri ha partecipato all’assemblea dei soci del Monte dei Pachi intende portare alla luce il gioco delle scatole cinesi che stanno alla base del piano di aumento di capitale Mps.

 

Infatti, dietro alla complessità tecnica di una cessione dei crediti in sofferenza ad un prezzo pari al 33%, risalendo lo schema a piramide troviamo, invece, alla fine un prezzo reale pari al 20%.

Una percentuale che ci ricorda la risoluzione delle 4 banche (Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti e Banca delle Marche), le cui sofferenze sono state cedute al 17%.

 

Ciò che non si dice è che dal 33% di “vendita” dobbiamo sottrarre:

1) 1,6 miliardi immessi direttamente da MPS nel segmento junior del veicolo (Sec. Co.) che poi verranno ceduti gratuitamente agli attuali azionisti;

2) 1,171 miliardi di investimento diretto Mps nelle obbligazioni senior/mezzanine;

3) 200 milioni di omaggio ad Atlante;

4) 179 milioni di prestiti subordinati del veicolo (Sec. Co.) a perdere (tanto è vero che verranno registrati a ZERO euro nelle attività Mps);

5) 22 milioni di spese vive per la creazione del veicolo;

6) 300 milioni pari al 5% di tutti gli altri segmenti che verrà ritenuto direttamente dalla banca

7) 70 milioni di ulteriore sconto su cessione sofferenze leasing ad Atlante. La vendita da 250 milioni sarà inoltre finanziata per intero da MPS.

 

Per il momento quindi MPS cede circa 27 miliardi di sofferenze lorde e ne incassa circa 5 miliardi al netto spese, prestiti ed investimenti sul veicolo, rispetto ai 9 miliardi nominalmente incassati.

 

Altro argomento spinoso riguarda la gestione e le tempistiche con cui si informerà e si permetterà agli obbligazionisti di decidere se convertire volontariamente le obbligazioni subordinate in azioni. Infatti, posto che solo oggi, si auspica, sia arrivato il via libera da Consob per procedere all’informativa di tutti i 40 mila obbligazionisti e i tempi utili per la conversione sono dal 28 novembre al 2 dicembre, come è possibile che in un così breve tempo si possano informare in maniera precisa e dettagliata tutti gli obbligazionisti su cosa comporta e comporterà la conversione volontaria in azioni e ancor peggio il piano B che prevede l’attuazione del Bail-in? Come potranno avere una visione chiara della situazione e fare una scelta consapevole?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vai alla barra degli strumenti