Cinque buoni motivi per non convertire le obbligazioni subordinate di Mps secondo l’Associazione Vittime del Salva-Banche e l’esempio della lettera della Signora “Speranza Ristoro”.

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L’Associazione Vittime del Salva-Banche, che da giorni riceve decine di email di obbligazionisti Mps disperati per il destino dei propri risparmi, e angosciati perché non sanno prendere la giusta decisione, ha stilato una lista di buoni motivi per cui un obbligazionista subordinato di Mps con Mifid non adeguata, non dovrebbe convertire le sue obbligazioni subordinate Mps in azioni.

1)    Sono chiamati alla conversione volontaria casalinghe, pensionati, piccoli imprenditori che con l’entrata in vigore del Bail-In e la sua applicazione retroattiva rendono di fatto non adeguate la maggior parte dei loro Mifid a titoli subordinati e tantomeno a quelli azionari. La stessa Consob solo qualche settimana fa aveva negato il consenso alla conversione volontaria da parte dei risparmiatori Mps affermando che i loro profili di rischio non erano congruenti con la trasformazione di obbligazioni in azioni. Perché per fare un esempio che racchiude bene il dramma di tale scelta la Sig.ra Speranza Ristoro che non ha una Mifid adeguata deve assumersi la responsabilità dell’adeguatezza della sua Mifid, certificandosi come competente, e perdendo di fatto la possibilità di tutelarsi in sede legale, esponendosi ad accettare rischi azionari? Perché si trova in questa situazione? Le risposte possono essere 2: o siamo difronte ad un palese caso di Misseling di massa oppure queste sono le situazioni assurde in cui l’applicazione retroattiva del Bai-In getta i risparmiatori italiani.

 

2)    Nell’ipotesi in cui si provveda ad una conversione forzosa, nei casi di Mifid non adeguate o casi di misseling lo Stato dovrà estendere agli obbligazionisti subordinati Mps le stesse misure di rimborso e la stessa sede arbitrale (non ancora disponibile) concessi agli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria and Co., perché dunque la Sig,ra Speranza Ristoro dovrebbe rinunciare a questa remota possibilità per quanto comunque parziale ed iniqua?

 

3)    Perché la Signora Speranza Ristoro dovrebbe esporsi all’incertezza del valore azionario? Di fatto nessuno può sapere e quindi assicurare ai piccoli risparmiatori di poter vendere le azioni ad un prezzo superiore alle attuali quotazioni delle obbligazioni e nel caso in cui la Sig.ra Speranza Ristoro non riesca a vendere subito le sue azioni potrebbe incorrere, nei mesi seguenti, in ulteriori crisi della banca e in una posizione ulteriormente debole, ovvero quella dell’azionista.

 

4)    Nel caso in cui la banca si salvi privatamente, le obbligazioni subordinate Mps della Sig.ra Speranza Ristoro che scadono nel 2018 verranno normalmente rimborsate a scadenza dopo 20 mesi.

 

5)    Ancora più importante, perché la Sig.ra Speranza Ristoro deve prendere una decisione con una pistola puntata alla fronte?

 

1 Comment

  1. roberto quintetti

    aggiungo un’ulteriore considerazione a quanto sopra: nel Bilancio del Monte dei Paschi di Siena figurano nelle Passività debiti rivenienti da obbligazioni (subordinate di vario tipo e non) per oltre 4 miliardi; bene ma se la conversione di tali obbligazioni fosse richiesta solo dagli investitori istituzionali (per circa 2 miliardi), di fatto l’aumento di capitale sarebbe già risolto all’80%… infatti un debito in conto capitale come le obbligazioni, ;sparirebbe dal passivo e diverrebbe liquidità per l’aumento stesso; quindi sarebbe necessario reperire solo il rimanente miliardo per giungere alla fatidica cifra di 5 pretesi dalla “vigilanza” europea, una cifra residua certamente non impossibile da trovare…

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