Quali gli scenari per chi ha investito in mps? ne parleremo a Siena il 13 giugno a Palazzo Patrizi

La storia di una Banca può condizionare città, regioni, se non addirittura l’intero Paese

Ad un anno e mezzo dall’azzeramento dei risparmiatori delle 4 banche risolte e ad un passo da quella che potremo definire la crisi sistemica del comparto bancario italiano, gli autori del disastro continuano a negare l’evidenza, nascondendosi dietro un dito.
L’Associazione Vittime del Salva Banche, in collaborazione con l’Associazione Buongoverno Mps incontrerà i cittadini domani, martedì 13 Giugno, presso Palazzo Patrizi, a partire dalle ore 21:15 per fare chiarezza su ciò che sta accadendo al Monte dei Paschi, e per delineare i possibili scenari per chi ha investito in questa Banca, ripercorrendo, e mai dimenticando ciò che è successo ai risparmiatori delle 4 banche e quello che presto accadrà e che è già accaduto ai risparmiatori delle venete.
Tra i relatori Nicola Borzi caposervizio coordinatore Plus24, Il Sole 24 ore e Letizia Vescovini per un approccio legale della vicenda.

Nonostante i continui disastri bancari si continua a respingere ogni responsabilità rifiutando, di conseguenza, di trovare finalmente una soluzione credibile alla vicenda, confidando forse solo nella rassegnazione dei risparmiatori italiani, che alla fine troveranno del tutto normale pagare con i propri risparmi la gestione scellerata delle banche in cui hanno risposto i loro investimenti.
Il Governo continua ad ignorare la visione d’insieme del problema continuando ad improvvisare soluzioni differenti alle varie emergenze finanziarie che si è trovato e si troverà ancora a risolvere. Soluzioni che puntualmente colpiscono solo i risparmiatori, mentre le banche vengono rigenerate o riciclate, fino al prossimo tracollo, in cui a rimetterci la pelle saranno ancora una volta i cittadini, o con i risparmi o con le tasse.
E come se non bastasse, in tutto questo assisteremo ancora ad una volta a dichiarazioni irriverenti dei vertici apicali di questo disastro, in cui o si arroccano a difesa del proprio operato o si scaricano le colpe a vicenda, e mai, dico mai, fanno ammenda delle loro responsabilità, recuperando un minimo di fiducia, che tanto servirebbe al sistema.
Ma la storia di una banca condiziona città, regioni, se non addirittura l’intero Paese, per molti anni a venire, distruggendone l’economia, l’orgoglio e la storia.

A questo punto occorre spalancare gli occhi. Perché non è affatto vero che tutto va bene, come per opportunismo, ci vogliono far credere. La verità è che siamo in piena emergenza… molti manager che hanno fatto vendere prodotti tossici sono ancora lì, i processi contro i responsabili sono lunghi e rischiano le prescrizioni se non le assoluzioni, ed i crediti in sofferenza delle banche italiane sono di centinaia di milioni di euro.
NIente di nuovo all’orizzonte.

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