Habemus arbitrati: nuove trappole per i risparmiatori

Con l’uscita oggi in gazzetta ufficiale dei decreti che consentono l’avvio degli arbitrati, per chi non ha voluto o potuto aderire ai rimborsi forfettari, si chiude il cerchio sui rimborsi per gli obbligazionisti delle quattro banche messe in risoluzione alla fine del 2015.
Pubblicati sia il testo sulle modalità di svolgimento della procedura, che quello sui criteri di nomina degli arbitri.
Non ci meraviglia scoprire l’ennesima trappola a sfavore dei risparmiatori. Da quello che si evince dalla lettura ci sono cinque mesi di tempo complessivamente per presentare la domanda di arbitrato: le domande per parteciparvi dunque dovranno essere presentate entro 5 mesi, altrimenti oltre questo limite di tempo si perderà tale diritto: l’art. 3 prevede infatti che entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto il FITD debba proporre agli obbligazionisti nella forma dell’offerta al pubblico, la facoltà di richiedere il rimborso che deve essere esercitata ai sensi dell’art.4, entro i successivi 4 mesi.
Inoltre potrà accedere all’arbitrato solo il risparmiatore che ha avuto un rapporto negoziale diretto con la banca, esclusi tutti gli altri.
Paradossale, ad esempio, che chi non ha acquisito direttamente da Banca Etruria ma da una banca controllata dalla stessa e che quindi agiva seguendo le medesime strategie commerciali, resti escluso da tutto.
E’ evidente che il governo stia attuando una battaglia all’ultimo spicciolo per lasciare quanti più risparmiatori esclusi da ogni forma di ristoro.

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