TESTIMONIANZA: E’ così che si creano le voragini di bilancio: Prestiti facili, controlli indulgenti ed un Governo che finge di non vedere

Grazie ad una testimonianza anonima, l’associazione Vittime del Salva Banche, dopo aver ricevuto la documentazione necessaria per poterne parlare, fa luce su una storia di ordinaria “mala gestio” di una piccola BCC in Puglia dove l’amministrazione scellerata del Cda viene tranquillamente avvallata da Mef e dai deboli controlli di Banca d’Italia.

E’ il 12 maggio scorso (2017) e a Canosa presso la Banca di Credito Cooperativo di Canosa-Loconia, (un istituto di appena 4 sportelli) è in programma un convegno per parlare della riforma del Credito Cooperativo.

Un Convegno che vede tra i relatori addirittura il Viceministro all’economia italiano, Enrico Morando. La cosa in sé appare alquanto bizzarra, ma potremo pensare che se un istituto cosi piccolo possa contare su relatori di tale calibro qualche merito debba pur averlo: l’ottima gestione, i bilanci a posto..

Neanche per sogno. Anzi, la Banca di Credito Cooperativo di Canosa-Loconia è stata più volte ad un passo dalla paralisi operativa, tanto che Banca d’Italia tramite i suoi ispettori intima alla banca di « perseguire concretamente l’obiettivo di farsi incorporare da altra Bcc». Ne parlò anche il giornalista Luciano Cerasa nel Fatto Quotidiano il 21 maggio scorso.

Ma andiamo per ordine. A partire dal 2013 l’Istituto di controllo di Via Nazionale sollecita a più riprese la Bcc “Canosa” a fondersi con altri istituti della zona accusando gli amministratori di gravi carenze e irregolarità gestionali e organizzative. Come si può anche leggere nel bollettino di Vigilanza pubblicato nel sito internet di Banca d’Italia, nell’aprile 2014 l’Istituto centrale di controlli irrora le seguenti sanzioni amministrative e pecuniarie ai Componenti ed ex componenti del Consiglio di amministrazione:

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bollettino-vigilanza/2014-04/BCC_di_Canosa_Loconia_provv_206_del_15.4.2014.pdf

denunciando contemporaneamente alla Procura della Repubblica di Trani (Rg 3554/14 P. DE LUCA) il Cda per le numerose violazioni a livello penale del Tub.

Come potrete leggere il totale complessivo delle sanzioni ammonta a 184.000,00. Una sanzione pesante per una piccola banca

In estrema sintesi, le irregolarità contestate dalla Vigilanza riguardano scarsi controlli sulla gestione del credito e delle procedure antiriciclaggio, mentre ai sindaci viene contestato di aver «trascurato» i controlli, «limitati al solo vaglio delle posizioni a sofferenza o in mora».

La fusione ordinata però non è avviene, e nel frattempo la situazione si aggrava. Una seconda ispezione di Bankitalia, nuovamente sfavorevole è datata giugno 2015. Banca d’Italia riscontra un peggioramento del quadro aziendale e arriva ad un ultimatum dai toni durissimi. Per salvarsi, anche dal commissariamento, la Bcc di Canosa deve farsi assorbire e gli amministratori che si sono succeduti negli ultimi 5 anni devono uscire di scena.

Ma per l’ennesima volta gli ordini vengono ignorati tanto che in una interrogazione parlamentare al ministro Padoan (non la prima tra l’altro) si chiede il motivo del mancato scioglimento degli organi sociali della Bcc.

Neppure dalla procura si hanno notizie, la procura infatti non si muove nonostante le denunce circostanziate di Bankitalia.

Addirittura possiamo verificare che l’ex vice presidente di allora (denunciato), che in teoria non sarebbe neppure potuto più essere nel cda, oggi risulta addirittura Presidente della Banca.

Come è logico il quadro si deteriora, eppure la Bcc non riceve a seguito dell’ultima ispezione di Banca d’Italia nessuna sanzione, e l’ultimatum con l’intimazione di fondersi appare come una presa in giro, dal momento che il progetto aggregativo doveva essere presentato entro Novembre 2013… e ad oggi sono passati ben 4 anni, senza che Banca d’Italia abbia preso seri provvedimenti.

Nel 2016 vengono licenziati quattro dipendenti e questi a quel punto denunciano come la Bcc abbia speso 1,3 milioni di consulenze esterne a favore di due studi associati.

A quel punto anche il Sindacato approfondisce i dati di bilancio degli ultimi due anni, che appaiono come risanati, rilevando significative voci di spreco quali ad esempio le sopracitate consulenze professionali esterne per 1.303.000 euro, oltre che al raddoppio del gettone di presenza, raddoppio degli emolumenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.

Se andrete a controllare il bilancio 2016 pubblicato nel loro sito potrete vedere un “utile” apparente di 1,6 milioni di euro, ma con una “perdita reale” , questo perché la banca ha utilizzato tutti i QE (quantitative easing) posti a disposizione dalla BCE non per finanziare

i clienti, ma per acquistare un quantitativo abnorme di Titoli di Stato. Quindi nel 2016 l’attivo dela Bcc di Canosa è costituito per il 55% da Titoli di Stato ed i finanziamenti erogati alle imprese e famiglie dal 2010 al 2016 sono crollati del 25,32%rispatto al totale delle Bcc in Italia.

Francamente ci appare quindi del tutto fuori luogo la presenza di un Vice Ministro all’Economia al convegno di una Banca che secondo Visco è sull’orlo del collasso dal 2013 ma che al Mef, come al solito, fingono di non sapere nulla.

Seppur l’istituto sia piccolo la storia è emblematica su come qualcosa debba per forza cambiare, perché malgrado la propaganda della rassicurazione, quando il prossimo istituto salterà a seguito della gestione scellerata degli amministratori, protratta per anni con il complice silenzio assenso di controllori e vigilanti istituzionali, saranno ancora una volta i cittadini a dover pagare.

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