La nostra storia

Nasciamo come vittime del Salva-Banche, anche se avremmo preferito evitarlo, all’indomani del decreto “della domenica a mezzanotte”, varato il 23 Novembre 2015, con cui il Governo Renzi ha salvato dal fallimento Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti. Salvando, è vero, i posti di lavoro dei circa 7000 dipendenti dei quattro istituti e il denaro dei correntisti sopra i 100mila euro, ma anche cancellando, con un colpo di penna, i risparmi dei 130.000 cittadini che, spesso inconsapevoli dei rischi cui sarebbero potuti andare incontro, avevano investito in obbligazioni subordinate o azioni di quelle stesse banche.

Dopo lo choc iniziale abbiamo cercato di trovare altri come noi e costituito un gruppo su facebook, uno dei molti sorti in quelle ore drammatiche, il gruppo “Vittime del Salva-Banche”. In brevissimo tempo abbiamo superato i 1000 iscritti e contemporaneamente, grazie all’impegno di molti, siamo riusciti a far conoscere la nostra realtà, sollevando l’attenzione della stampa e ottenendo dal Governo un dialogo, inizialmente niente affatto scontato.

Comprendendo i limiti dello strumento facebook, abbiamo quindi deciso di costituirci in una Associazione, dotandoci di tutti quegli strumenti di rappresentanza e democrazia interna necessari a divenire il riferimento di tutte le vittime di questa ingiustizia, fuori e dentro internet, per crescere sempre di più e raggiungere il nostro scopo: dignità e giustizia per tutte le vittime.