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  1. 1

    Bruno Tamburo

    L’agenzia Reuters ha lanciato il testo integrale della lettera del 19 novembre (tre giorni prima del decreto “salva banche”) della Commissione Ue a Padoan. NON è affatto vero che la Ue bloccò l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). La Ue scrisse: utilizzate pure il FITD ma dovrete dimostrare che non si tratta di aiuto di Stato. SE utilizzerete il FITD e verrà dimostrato che è stato aiuto di Stato, manderemo le quattro banche in bail-in. SE utilizzerete il FITD e dimostrerete che NON è aiuto di Stato, nessun problema. Dunque gli obbligazionisti subordinati SI POTEVANO SALVARE. D’altronde il Fondo interbancario di tutela dei depositi (FITD) ha già salvato in passato la Tercas, facendo un prestito ponte che ha fatto confluire la Cassa di Teramo nel gruppo Popolare di Bari, senza che sia stato ancora dimostrato che quell’intervento era aiuto di Stato. A questo punto Padoan deve spiegare, insieme al governatore di Banca d’Italia Visco e al presidente del Consiglio Renzi, perché hanno deciso di NON utilizzare il FITD e di scaricare parte dei costi del “salva banche” sugli obbligazionisti subordinati.

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  2. 2

    Bruno Tamburo

    1) LA COMMISSIONE EUROPEA NON HA IMPOSTO NESSUN VETO.

    2) LA COMMISSIONE EUROPEA NON HA IL POTERE DI IMPEDIRE O BLOCCARE UN PIANO DI SALVATAGGIO RISPETTO AD UN ALTRO, DIFATTI NON ESISTE NESSUN ATTO EUROPEO SU CUI VENGA SCRITTO NERO SU BIANCO “ALT QUESTO NON LO POTETE FARE”.

    3) LA COMMISSIONE EUROPEA HA DATO INDICAZIONI SUL FATTO CHE L’USO DEL FITD SAREBBE STATO OGGETTO DI VALUTAZIONE PER AIUTO DI STATO.

    4) LE EVENTUALI PROCEDURE DI INFRAZIONE SI SAREBBERO DECISE IN SECONDO MOMENTO, IL NOSTRO GOVERNO SE SANZIONATO AVEVA OGNI STRUMENTO PER FARE RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA PER DIMOSTRARE LE SUE RAGIONI.

    5) NEI TRE PIANI, RISOLUZIONE COMPRESA, NESSUNO IN EUROPA HA IMPOSTO IL COINVOLGIMENTO DI AZIONI E OBBLIGAZIONI SUB. LA SCELTA E’ STATA TUTTA NAZIONALE.

    6) LA CORDATA DI BANCHE, TUTTA PRIVATA, AVREBBE ELIMINATO OGNI DUBBIO RICAPITALIZZANDO LE 4 IN DIFFICOLTA’, QUESTO ANCHE DOPO IL 2016.

    EVITATE DI FARVI PRENDERE PER I FONDELLI DA RAPPRESENTANTI DI QUESTO GOVERNO DI PAGLIACCI, QUANDO VI SI DICE CHE SI E’ FATTO IL MASSIMO POSSIBILE: IL RECENTE CASO DELLA PORTOGHESE BANIF (E ALTRE CHE NON STO A ELENCARE) SONO LI A TESTIMONIARCELO.

    “So against this background, whilst respecting that it is for the Italian authorities to determine the policy approach and methods, it is clear that the Commission would always favour private or market-based solutions, where possible, and indeed this is reflected in the applicable rules.”

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  3. 3

    luca

    Banche: Ue, decisione salvataggio e’ stata tutta italiana

    “La normativa europea prevede diversi strumenti per gli Stati membri per affrontare i fallimenti bancari e mantenere la stabilita’ finanziaria. E’ stata delle autorita’ italiane la decisione di mettere le banche in risoluzione usando il fondo ditutela dei depositi”.

    E’ quanto precisano da Bruxelles rendendo pubblica la lettera che i commissari Ue per la stabilita’ finanziaria, Jonathan Hill, e quello alla concorrenza, Margrethe Vestager, hanno scritto congiuntamente al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il 19 novembre scorso “per definire la posizione giuridica sill’utilizzo di un sistema di garanzia dei depositi obbligatori per ricapitalizzare le quattro banche, sulle quali la Commissione era stato in contatto con le Autorita’ italiane da maggio”. In pratica, Bruxelles non ha dato il suo via libera alla possibilita’ di utilizzare il Fondo tutela dei depositi come fondo privato per reperire le risorse necessarie a rimettere in sesto CariChieti, CariFerrara, banca Etruria e Banca Marche, commissariate da tempo.

    La lettera spiega che “le norme sugli aiuti di Stato dell’Ue, la Risoluzione bancaria e la Direttiva di recupero si applicano all’uso di fondi pubblici per sostenere le banche in fallimento, l’uso del sistema di garanzia dei depositi obbligatorio non fa eccezione”.

    La “semplice logica di fondo” consiste nel fatto che altrimenti il “controllo degli aiuti di Stato dell’Ue e le garanzie che fornisce per i contribuenti e la concorrenza potrebbero essere facilmente aggirate. Il sostegno pubblico dovrebbe venire solo come ultima risorsa”.

    “Se altre banche decidono di intervenire in un meccanismo completamente privato, questo non rientra nel campo di applicazione del controllo dell’Ue sugli aiuti di Stato”, viene precisato.

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  4. Pingback: salva banche :Da Bruxelles un "avvertimento" ma niente diktat - Pagina 7

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